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Who run the world? GIRLS. Citando l’unica divinità in cui credo – aka Beyoncé – parte il primo speciale del blog, dedicato alle nostre ragazze mondiali! Speciale che arriva esattamente come secondo post, a tre giorni (nemmeno) di distanza dal primo post. Come mai? Perché ovviamente cado nel cliché delle lesbiche calciatrici. Posso forse non dedicare un blog al miracolo calcistico cui abbiamo assistito, increduli, da inizio giugno? La me quattordicenne che sognava di essere scoperta e portata in nazionale, mentre tirava calci a un pallone in una squadra dilettantistica di provincia, scalpita e strepita per scrivere questo post e tessere le lodi di un gruppo di ragazze che hanno realizzato il loro e il nostro sogno.

Nelle ultime settimane, un gruppo di ragazze vestite di blu hanno fatto la storia del calcio italiano. A meno che non viviate sotto a un sasso, saprete benissimo che la nostra Nazionale di calcio femminile è appena rientrata dalla 2019 FIFA Women’s World Cup, ovvero il Mondiale di calcio femminile. Le ragazze mondiali hanno conquistato il primo posto nel loro girone (un girone che comprendeva squadrette da nulla tipo Australia e Brasile, per dire) battendo l’Australia in una partita da tachicardia decisa al 95′ e rifilando 5 goal alla Giamaica, con una splendida tripletta di Girelli (unica donna insieme alla Morace ad aver mai segnato una tripletta ai Mondiali) e una doppietta strepitosa di Galli – il suo missile terra-aria dai 20 metri è stato il goal più bello del girone.

Abbiamo giocato una partita meravigliosa contro il Brasile, ma siamo state sconfitte per 1 a 0, grazie a un rigore dubbio (leggasi: non esistente). Già, dimenticavo: abbiamo subito solo 2 goal nella fase a gironi, entrambi su rigore: dato dall’univoca interpretazione, ovvero che abbiamo una difesa della madonna e un portiere saracinesca. Parlo alla prima persona plurale perché chiaramente era come se fossi lì con loro, una specie di mascotte immateriale col calice in mano (quest’ultimo molto materiale). Siamo dunque arrivate agli ottavi e nonostante i 40° (all’ombra) percepiti, abbiamo annientato le cinesi con un gran goal di Giacinti (previo sacrificio di una caviglia di Bartoli) e un altro siluro dalla distanza di Galli. 2 a 0 e siamo volate ai quarti!

Ai quarti abbiamo affrontato con onore, testa e cuore un’avversaria che si è imposta con la propria fisicità ed esperienza. Il nostro bellissimo gioco, la nostra tecnica e la nostra voglia di portare avanti il sogno purtroppo non sono bastati per sconfiggere le imponenti watusse della nazionale olandese. Io mi stavo letteralmente sciogliendo al Milano Pride, dietro al mitico carro di Laex, che aveva messo a disposizione uno schermo per vedere le nostre eroine in azione. C’ho creduto fino alla fine e ci credo ancora. Sono orgogliosa di queste ragazze e sono sicura che tutti gli italiani amanti del calcio e dello sport, siano d’accordo con me. Siamo tra le 8 squadre più forti al mondo!

Ma come e quando nasce l’idea di scrivere questo post?

Dopo aver visto la gloriosa partita Italia – Brasile, euforica come solo il giorno prima delle ferie estive, mi sono posta una domanda: se le nostre ragazze mondiali fossero un vino, quale sarebbero? Un po’ per gioco, mi sono messa a letto a scrivere. Questo è ciò che alla fine ne è venuto fuori:

  • Laura Giuliani: eleganza, decisione e dinamicità: Laura si muove tra i pali come un Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese si muove in bocca. Dalle mille sfaccettature,
    scattante,
    vivace. Un’espressione unica nel suo genere. Un nome? Frecciarossa di Giorgio Odero

 ragazze mondiali_laura giuliani


  • Elisa Bartoli: corpo, struttura, potenza: Elisa semplicemente non molla un colpo. È Dioniso di Tempere, un Aglianico di quelli che ti tagliano la lingua fino all’ultimo sorso, senza stancarsi mai. Regina indiscussa della fascia.

      ragazze mondiali_elisa bartoli


  • Elena Linari: calcolo, pazienza, attenzione. Elena interviene con precisione chirurgica. Il giusto blend di raffinatezza e decisione. Come un Chianti Classico,
    magari ti sorprende, ma non ti delude mai. Il Chianti Classico Don VincEnzo Grand Selection di Casaloste è il suo vino.

ragazze mondiali_elena linari


  • Sara Gama: insostituibile colonna e certezza delle retrovie, si spende fino all’ultimo e non si tira mai indietro. Sara Gama ha la freschezza, la vivacità e la persistenza del Sauvignon Blanc di Livio Felluga. Inesauribile, vibrante, concentrata fino all’ultimo secondo.
    ragazze mondiali_sara gama


  • Alia Guagni: agilità, fisicità, tenacia, lucidità, disciplina, esperienza. Guagni è l’esplosione di un Brunello di Montalcino, ma non uno qualunque: Case Basse di Soldera. Imprevedibile. Infaticabile. Vini così non se ne fanno più.

ragazze mondiali_alia guagni


  • Valentina Cernoia: tesse le trame del centrocampo, prende spesso in mano le redini della squadra. Cernoia è un Franciacorta dal carattere deciso e dalla grande personalità, di quelli che ti accompagnano a tutto pasto, senza mai perdere eleganza, sprint e freschezza; proprio come il Dosaggio Zero “Cisiolo” di Villa Crespia.

ragazze mondiali_valentina cernoia


  • Manuela Giugliano: il tocco giusto al momento giusto, unito a un’intelligenza tattica sopraffina. È come il Valpolicella Classico Superiore di Zenato: pulito, morbido, va via che è una meraviglia, prende tutti in contropiede, sempre costante nella sua espressione.

ragazze mondiali_manuela giugliano

 


  • Aurora Galli: genio e sregolatezza, leggerezza e incisività, con la precisione di un cecchino. Aurora è l’Aglianico, vinificato in bianco, Lacrimarosa di Mastroberardino: incredibile nella sua essenzialità.

ragazze mondiali_aurora galli

 


  • Cristiana Girelli: giocatrice d’esperienza, classe, a colpo sicuro: è un vino che compreresti a occhi chiusi, come il Montepulciano D’Abruzzo di Emidio Pepe: equilibrato, di corpo, persistente. Se conoscete qualcuno che non lo reputa un vino indimenticabile, fatemi un fischio.

ragazze mondiali_cristiana girelli


  • Barbara Bonansea: implacabile, potente, intelligente e terribilmente elegante. Un mix di esplosività e leggiadria. Barbarina è una fuoriclasse, paragonabile solo a un super Barolo: intenso, avvolgente, potente e morbido allo stesso tempo, di quelli che vorresti non finissero mai. Un esempio? Il Barolo “Cerretta” di Ettore Germano.

ragazze mondiali_barbara bonansea

 

 

 

 

 


  • Valentina Giacinti: rapidità e freddezza, quando si muove è imprendibile. Quando pensi di averla capita ti stupisce con un guizzo: è un vino snello, brillante, fresco, come un Prosecco. Di quelli fatti bene, però, come il Cartizze Dry Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG “Le Colture”.

ragazze mondiali_valentina giacinto


  • Daniela Sabatino: ama la profondità, è intensa e sfaccettata, con la maturità di chi ha sulle spalle anni d’esperienza. Daniela è un Tintilia molisano, raro vitigno autoctono in grado di regalare vini che sono reale, fedele espressione del territorio da cui provengono. Emblematico è il Tintilia Di Majo Norante.

ragazze mondiali_daniela sabatino


  • Lisa Boattin: eccelle e sorprende quando meno te lo aspetti. Spavalda, tatticamente intelligente. Mi ricorda un bianco macerato sulle bucce, potente, intenso e concentrato: Nuovo Trebez di Dario Princip, complesso e friulano, proprio come lei.

ragazze mondiali_lisa boattin

 


  • Valentina Bergamaschi: dinamica, frizzante, scoppiettante, sempre in corsa. Bergamaschi ricorda un Lambrusco, vino sottovalutato dai più, ma in grado di regalare emozioni bellissime. Assaggiate il Lambrusco di Sorbara di Cleto Chiarli e rivedrete le sue giocate.

ragazze mondiali_valentina bergamaschi


  • Ilaria Mauro: Grintosa, di carattere, è stata fondamentale per dare respiro alla nostra manovra e dare freschezza contro la terribile afa francese. A me ricorda il Vintage Tunina di Jermann, vino di personalità bandiera del terroir friulano.

ragazze mondiali_ilaria mauro


  • Milena Bertolini: mente e cuore dietro al miracolo azzurro. Fautrice delle ragazze mondiali. Il risultato finale dei Mondiali poco conta, perché lei la storia l’ha già scritta: leggendaria. Per una come lei, dotata di classe ed eleganza, un vino che non ha bisogno di presentazioni: il Barbaresco di Gaja, monumentale nella sua eleganza, intensità, complessità.

ragazze mondiali_milena bertolini


 

Grazie mille ragazze mondiali. Tutte voi, dalle protagoniste in campo alle ragazze in panchina, dall’Allenatrice alle giocatrici che sono entrate per 5 minuti: a tutte voi, va la nostra eterna riconoscenza. Ci avete regalato un sogno. Questa non è la fine, ma l’inizio di un cammino. Siamo tutti con voi. Ad maiora!

 

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Oggi Edoardo non mi ha blessato con un’illustrazione ad hoc, però voi dovreste comunque seguirlo su Instagram: @editarding

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